Allo specchio
Ciao, vecchio mio, come stai,
è da tanto tempo che non ci si vede.
Non so che cosa sia,
forse solo un momentaneo attimo di malinconia,
forse solo colpa di un bicchiere in più di vino,
ma stasera ho una gran voglia di parlare,
di sfogarmi, di essere ascoltato.
Lo so che mi conosci bene,
ma non volermene, a te posso confessare,
i tanti ricordi che tornano alla mente,
che invano ho cercato di tumulare.
L'infanzia passata cullato dalla solitudine,
immerso nell'indifferenza di chi le mie paure
non sapeva fugare, non conosceva tenerezza.
Anche l'adolescenza non è stata facile,
sempre in lotta, da solo, per non annegare,
attaccato, come ad un salvagente,
al fidato unico amico col quale condividere la quotidianità.
Ma anche questo era ben poco,
così la fuga, andare via forse per cancellare tutto,
cercare, forse, una nuova vita, nuovi orizzonti.
Il lavoro, lontano dalle proprie radici,
coinvolgimento totale, l'avverarsi di un sogno lontano,
lottare per gli ideali nei quali si è sempre creduto.
Certo non è mai stato sempre tutto roseo,
anzi, a volte il sogno diventava incubo,
ma poco importa, il metter in forse la propria vita,
faceva parte delle regole del gioco.
Poi l'amore, forte, coinvolgente, che tutto prende,
che tutto dà, che ruba il cuore e la mente,
che accende i sensi, che fa bruciare nel fuoco del desiderio.
Due corpi che, amandosi, si fondono, diventano un tutt'uno.
In fondo non è andata poi tanto male,
anche se alcune lacune sono rimaste tali,
vuoti che è impossibile colmare,
questa è la vita e a nulla serve recriminare.
Adesso scusa, vecchio mio, ma devo proprio andare,
spero che avrò l'occasione di poterti , di nuovo, incontrare.